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- Jun 2, 2026, 9:59 AM
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- C'è un consiglio che mi piace dare ai giovani cuochi: viaggiate il più possibile. Ma, aggiungo sempre, prima di prendere un aereo, dimostrate di saper cucinare meglio delle vostre nonne
Sì perché, se non capite da dove venite, non saprete mai dove state andando. Oggi tutti parlano di aprirsi al mondo; ma aprirsi non significa copiare. Non vuole dire, cioè, inseguire passivamente l’ultima tendenza o accumulare timbri sul passaporto: viaggiare è una sfida importante, un atto culturale che richiede disciplina, ascolto e rispetto
Esorta a entrare nei meccanismi profondi di una tradizione di cucina che non sia la propria e ad ascoltarla in silenzio
Occorre sempre guardare per capire, mettersi in discussione e poi tornare a casa e avere il coraggio di tradire, con rispetto, ciò che si è appreso. Imparare tutto, assorbire tutto e poi dimenticare tutto: io ho sempre lavorato così
Perché, finché uno ricorda, sta semplicemente replicando ma è quando dimentica che inizia a creare. Per dimenticare davvero, però, devi aver costruito qualcosa di solido. Le radici non devono essere un limite, consideratele invece un punto di partenza
Per questo ai ragazzi, ai giovani che passano nelle mie cucine, dico sempre: viaggiate con occhi e orecchie aperte, ma non dimenticate mai chi siete né da dove venite
Il rischio più grande oggi, infatti, non è stare fermi ma perdersi correndo. Andare lontano ha senso solo per tornare con uno sguardo nuovo, forti di una voce propria e magari trasformare quello che si è visto in qualcosa che non c’era
Se vi riuscirà di fare questo, potrete dire di essere passati da spettatori ad autori del mondo. Essere contemporanei non significa inseguire il tempo che scorre ma sforzarsi di orientare il corso delle cose che si stanno vivendo
🖊 @massimobottura
#CookCorriere #Corrieredellasera